Cento anni nello zaino

30 Ottobre 2006 by @gescipesaro

L’evento del Centenario dello Scautismo, oltre che essere un momento di celebrazione e di festa, si caratterizzerà anche come una preziosa occasione per riscoprirne e rilanciarne le caratteristiche fondamentali.

Come sappiamo il metodo scout intende educare la globalità della persona e quindi dà una primaria importanza alla crescita della sua vita di fede. Fin dall’inizio B.-P. ebbe a cuore la crescita della dimensione spirituale dei ragazzi che entravano nell’itinerario
educativo dello scautismo, provenendo lui stesso da una famiglia profondamente attenta al vissuto religioso.

Egli intuì che non è possibile educare la globalità della persona, mettendo tra parentesi questo aspetto essenziale dell’identità e del vissuto di ciascuno di noi. Fu l’apporto di altri grandi educatori, come p. Denise Marie Forestier o.p., p. Jacques Sevin s.j. e, in Italia, p. Agostino Ruggi D’Aragona o.p., p. Giuseppe Gianfranceschi s.j., Mons. Andrea Ghetti o più recentemente p. Tarcisio Beltrame Quattrocchi e don Giorgio Basadonna ad arricchire ulteriormente il bagaglio di quella che si è via via configurata come l’esperienza educativa dello scautismo cattolico.

E’ un patrimonio prezioso di intuizioni educative, di spiritualità e di strumenti pedagogici che può costituire uno stimolo e un richiamo per l’intera comunità cristiana.

Oggi la Chiesa italiana ha individuato chiaramente per il futuro la via della “nuova evangelizzazione”, con un’attenzione privilegiata al “primo annuncio cristiano” come il sentiero principale da percorrere.

E il recente Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona ha posto nuovamente l’accento sull’importanza dell’annuncio e della testimonianza laicale.
Sono tematiche che ci vedono particolarmente attenti, nella coscienza che la proposta educativa che offriamo ai ragazzi è completa ed efficace solo se interessa in profondità anche la dimensione spirituale della persona, con gli strumenti propri del metodo scout, particolarmente capaci di costruire progressivamente anche nei ragazzi e nei giovani di oggi  quell’identità matura di “buon cristiano e buon cittadino” che è garanzia della piena realizzazione dell’uomo secondo il progetto di Dio.

d. Francesco Marconato
Assistente Ecclesiastico Generale

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